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Agricoltura micronaturale e alternative senza chimica di sintesi in olivicoltura

Agricoltura micronaturale e alternative senza chimica di sintesi in olivicoltura

Venerdi 5 maggio a Pescia, presso l’Istituto Tecnico Agrario, abbiamo ascoltato il Dottor Domenico Prisa parlare di agricoltura micronaturale. Si tratta di coltivare utilizzando i microorganismi presenti nel terreno e nell’ambiente per stimolare l’autodifesa e la nutrizione delle piante coltivate, dai fiori, alle verdure, ai frutti e dunque agli olivi.

Anche l’uomo è parte del gioco: la qualità del suo lavoro è determinante per la salute delle piante e per la propria. Il valore del suo lavoro è presente nel conto economico e ambientale di ogni azienda agricola.

Il Dottor Prisa ha spiegato come anche i grandi produttori di vino siano alla ricerca di soluzioni alternative per la salute degli operatori agricoli, del terreno e delle piante, e quindi per la loro redditività. È stato riscontrato che i concimi chimici e i pesticidi oltre a danneggiare la salute delle persone che lavorano nelle coltivazioni, impoveriscono il terreno, indeboliscono le piante e le rendono quindi meno produttive e addirittura incapaci di assorbire al meglio i concimi stessi.

Se il terreno è povero di microorganismi la pianta assorbe meno nutrimento nonostante la concimazione, perché manca quella struttura del terreno che aumenta questa capacità dell’apparato radicale.

I microorganismi, tra l’altro, stimolano la produzione di principi attivi nelle piante aromatiche e di polifenoli nell’olio. Sostengono l’azione difensiva degli olivi a livello immunitario anche laddove anni di trattamenti hanno impoverito il terreno. Piante che sembravano attaccate da xylella stanno rivegetando con l’inserimento di microorganismi nel terreno.

Quello che noi facciamo nell’oliveto da cui proviene il nostro olio è stato confermato in questo interessantissimo convegno. Il nostro podere abbonda di biodiversità ricca di microrganismi; evitando la monocoltura ci avviciniamo all’agricoltura micronaturale.

Abbiamo imparato che lasciare l’erba crescere nel campo, con la sua gran varietà di verde e di fiori, favorisce la crescita dell’olivo. E questo noi lo facciamo da sempre. Al contrario modificare l’ambiente superficiale del terreno induce gli olivi ad adattarsi al microclima e a scendere con le radici per cercare nutrimento con maggior dispendio di energie.

Nei pruni (rovi) addirittura sono presenti gli antagonisti alla mosca olearia. Anche a noi è successo di osservare con stupore zone incolte ricche di olive sane.