Il romanticismo del miele di olivo

La nostra passione per l’olio e per il lavoro della terra ci porta a prestare grande attenzione a tutto quello che mangiamo: il cibo di qualità è uno dei nostri argomenti di conversazione preferiti durante pranzi e cene in famiglia e con amici, ne parliamo così tanto da risultare spesso pesanti ai più. Del resto, avendo la fortuna di vivere in Toscana, abbiamo la possibilità di poter scegliere e giudicare e di poter vedere con i nostri occhi da dove vengono i prodotti che mangiamo e conoscere chi li produce…questa per me è la parte in assoluto più divertente.

 

A Colle di Val d’Elsa poi, dove viviamo, siamo particolarmente fortunati perché abbiamo un piccolo spazio che ospita agricoltori locali per la vendita di prodotti di filiera corta. SI chiama il Buono della Terra, e ogni lunedì abbiamo il privilegio di poter acquistare prodotti biodinamici della Azienda agricola Poggio di Camporbiano e miele di prima qualità di Susanna di Apicoltura Fontana.
Oltre a insalata, bietole e latte di Camporbiano (questo al momento offriva la stagione) qualche lunedì fa ho acquistato un freschissimo Miele di Acacia, delle api di Fontana, sapientemente osservate e curate da Susanna.
Il miele era purissimo, all’altezza della passione con cui Susanna lo aveva presentato. Finito nel giro di una settimana a colazione (ottimo sui Mattutini di Camporbiano). A cena su frutta e formaggi, ovviamente oggetto di riflessioni e disquisizioni su come sarebbe stato il “miele di Olivo”.

 

Il lunedì successivo mi sono precipitata a ricomprarlo e, indovinate di cosa ho parlato con Susanna? Ovviamente di olivi e api, olio e miele. provo a riassumere: l’impollinazione dell’olivo avviene grazie al trasporto di polline del vento e non per mezzo di insetti. Certo, questo è vero, i fiori degli ulivi infatti sono così tanti e minuscoli, da risultare inadatti alle api.

 

Io ho approfondito, alla ricerca di un legame tra due prodotti che ci piacciono tantissimo: olio e miele sono entrambi prodotti totalmente vegetali progettati da fiori e piante e, nonostante gli apicoltori difficilmente mettano le api negli oliveti, le api frequentano molto volentieri gli olivi e loro (gli olivi) sono contenti.
Funziona così: “Gli ulivi, nella loro stagione degli amori, producono una quantità notevole di pollini che vengono affidati alla casualità del vento e alla sua indispensabile presenza. Questo da’ origine però in genere ad una allegagione dei frutti – olive – molto limitata. Tantissimi fiori, poche olive finali rispetto al numero dei fiori iniziale.
I fiori degli olivi, poi, sono notoriamente poveri in nettare, direi quasi senza nettare. Ma le api, super specializzate nelle loro bottinature (così si chiama il loro lavoro di raccolta), non si limitano a raccogliere nettare o melate, ma vi sono tra loro api che si dedicano esclusivamente ai pollini, che sono nella alimentazione dello sciame la parte proteica indispensabile alla vita della famiglia.
Il polline degli ulivi, alle api piace. É per loro speciale ed é molto amato. L’ape, poi, per come è fatta, per come ragiona e per come si comporta con i fiori, si fa riconoscere subito quando vi si posa e opera, e i fiori la premiano.
L’ape porta poi questi pollini da fiore a fiore, da pianta a pianta, facendo un lavoro immenso e, quel che è più importante è che l’ape non cambia mai la tipologia dei fiori che sta visitando, incrocia solo fiori della stessa specie, è fedele. Questo tutte le piante lo sanno, da sempre, specie gli ulivi, che non a caso, ma ragionando, vivono per centinaia se non migliaia di anni in alcuni casi.
L’ape “massaggia” i fiori e si fa riconoscere, questi lo sentono e reagiscono. La pianta decide di aumentare subito la produzione del proprio polline, e forse decide anche qualcosa di cui non siamo ancora a conoscenza.
Sta di fatto che il risultato finale di questi innumerevoli voli di ape da fiore a fiore per raccogliere polline si traduce in una maggiore presenza di frutti, in una maggiore salute dell’uliveto. Come se questo traesse benessere e piacere da questo insetto che lo cura proprio nella sua stagione più “appassionata”.” (OlioOfficina Magazine)

 

Mi sono dilungata, ma ho voluto raccontare di come, facendo la spesa, sono venuta a conoscenza della relazione amorosa tra api e olivi. Viva le api e viva il miele millefiori prodotto in oliveta!

Foto Apicoltura Fontana

Valentina De Pamphilis
vdepamphilis@gmail.com

Sono la moglie di Marco, il fratello di Giulio. Vivo a Colle di Val d'Elsa e lavoro a Siena. Il fine settimana io, Ornella (7) e Marta (5) seguiamo Marco in campagna...è una buona abitudine di famiglia: stiamo insieme, le bambine sono libere e felici e l'olio è sempre più buono. Io mi dedico alle bambine, aiuto e osservo il resto della famiglia